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“L’individuo è il precipitato singolare di un sentire che lo eccede, che appartiene ad un tempo, che interpreta ed inventa il senso di un’epoca e si realizza in parole, immagini, ritmi.

C’è un modo di vivere l’amore, di sentire il tempo ed il passare delle generazioni, di vedere i colori della vita, di vivere i commerci ed il lavoro, di immaginare ed attraversare lo spazio, di esercitare il potere, di costruire il nemico, di praticare la religione, di trascorrere il tempo libero, che è un modo comune di cui il cinema è stato potente mezzo di espressione, più della letteratura”.

[Roberto De Gaetano]

IL CINEMA: STRUMENTO TERMOACCUMULATORE / TERMOCONDUTTORE

Presupposto base dell’approccio sociologico all’istituzione cinema è dunque la capacità del cinema stesso di metabolizzare e quindi riflettere gli orientamenti e gli atteggiamenti di una società in una certa fase del suo sviluppo, di coglierne e quindi trasmetterne snodi e traiettorie.

Così i film forniscono rappresentazioni (immagini e storie) di ambienti di vita, di entità sociali, di individui, di atteggiamenti e comportamenti diffusi, di aspirazioni e paure collettive, di saperi condivisi, di atteggiamenti idiosincratici… insomma elaborano il quadro che una società offre di se stessa.

Da un lato dunque le produzioni filmiche, attraverso i contenuti e le modalità di rappresentazione, sono testimonianza dello “spirito del tempo”, delle dinamiche che attraversano la società, dei progetti che la investono, delle incrinature che la minacciano; una testimonianza del passato ed uno strumento di memoria collettiva.

Dall’altro il cinema, medium egemone per buona parte del XX secolo, esercita una strategica funzione modellizzante, in quanto veicolo di paradigmi e di valori di cui è potente fattore di diffusione.

CONTENUTI

In questo panorama di evidenziazione delle interrelazioni tra produzione filmica ed assetto socioculturale rivestono così particolare rilevanza, nella produzione italiana, quei film e quei generi che, al di là delle loro qualità intrinseche, si pongono come cartina di tornasole dei mutamenti in atto nel contesto politico, economico, socioculturale, enunciando così tensioni ancora latenti o dinamiche già in atto.

Non una storia del cinema ma, all’interno di un arco diacronico che va dal sonoro ad oggi, una evidenziazione della funzione strategica del cinema nel farsi catalizzatore ed amplificatore di istanze.

TEMATICHE

  • Questioni di gender: rappresentazione e costruzione sociale dei ruoli femminile/maschile.
  • Canti e controcanti: interrelazioni cinema-potere tra acquiescenze, rabbie, sberleffi, compromessi.
  • Fare zapping: pratiche intermediali con lo schermo che si apre a teatro, varietà,  televisione, radio, canzoni.
  • Cammini della speranza: gli orizzonti ignoti degli italiani che migravano.
  • La villeggiatura: panorami vacanzieri con storie di spostamenti, avventure, incontri, divertimenti.

DURATA: il corso sarà articolato in due cicli indipendenti di dieci incontri della durata di due ore ciascuno, con cadenza settimanale (lunedì 18:30 – 20:30).

Inizio corso: 16 ottobre 2017.

METODOLOGIA: in ogni incontro si alterneranno brevi esposizioni teoriche, proiezione ed analisi di sequenze ad esse correlate ed interventi dei

SEDE: Galleria d’Arte Moderna “La nuova Pesa” – Via del Corso, 530 – Roma

email: nuova.pesa@gmail.com      –     Tel. 06 3610892

Info: pierluigighezzi1948@libero.it   –  cell.: 3888180165

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: € 70,00 per ciascun ciclo di dieci incontri.